AVERE Dio per Padre ed essere suoi figli. Questo annuncio di fede attraversa i secoli e costituisce i cristiani come santi fin dalla vita terrena, in vista della beatitudine futura. La primitiva comunità cristiana è affascinata dalla santità dei suoi figli grazie ai meriti di Cristo (II Lettura). Come fa il mondo a riconoscere la santità dei cristiani? Se i credenti in Cristo sanno amare i nemici fino a pagare di persona, se sanno vivere il Vangelo nella vita quotidiana, nella fatica della coerenza, fortificati da quello stesso sangue che ha versato il Signore una volta per tutte sulla croce (I Lettura). Le beatitudini, tanto ingenue da sembrare un inganno, trovano la loro forza nei fedeli che si impegnano a realizzarle. Dio si affida a chi è disposto a consolare gli affaticati e gli oppressi, vittime del peccato: oltre la morte sarà Dio stesso a prendersi cura di loro. Gesù, nella sua vita terrena, insegnò che la vera beatitudine e la vera santità non risiedono nel guadagno e nelle ricchezze, ma nella capacità di rendere presente il Regno di Dio (Vangelo). Eccoci, Signore, siamo noi la generazione in attesa del tuo volto (Salmo).
Tratto dal foglietto “La Domenica” del 1 novembre 2014