IMMONDIZIA, topi, pulci, maiali, fango: chi mai vorrebbe vivere in un posto così? Eppure è la “casa” di tanti uomini di questa terra ed è proprio qui che suor Emmanuelle ha deciso di vivere parte della sua vita: straccivendola con gli straccivendoli. Madeleine Cinquin nata a Bruxelles il 16 novembre nel 1908, resta a soli 6 anni orfana di padre; diventa una giovane bella e corteggiata, in cerca di divertimenti, ma con un vuoto interiore che riempirà a 23 anni entrando nella Congregation Notre-Dame de Sion con il nome di suor Emmanuelle. Dopo aver insegnato lettere in Turchia, Tunisia ed Alessandria d’Egitto, nel 1971 (ormai in pensione) decide di trasferirsi in una baraccopoli del Cairo, dove vi rimarrà per 22 anni, vicino ai più poveri, in particolare ai bambini: cristiani e musulmani, senza alcuna differenza perché Dio è unico ed è amore. Ponendosi alla loro pari, non accetta alcun privilegio: accoglie le loro sofferenze, tradizioni, scoprendo un mondo crudele dove non manca l’amore, la gioia e la speranza. Aiutata da Sarah, una suora egiziana che ha scelto di vivere con lei, realizza così il sogno di sempre: vivere con i poveri. Donna di fede e di giustizia, di coraggio e di tenacia, anche quando la malattia flagella e la paura assale. Nel 1980 fonda l’Asmae (Association Soeur Emmanuelle) che oggi è una ONG diffusa in tutto il mondo. Affonderà i suoi piedi nel fango fino al 1993, poiché obbedendo alle sue superiori, ritorna in Francia, dove continua ad occuparsi degli ultimi. Morirà il 20 ottobre 2008, in una casa di riposo del Var, nel sud del Paese, consegnandoci una vita ricca tra i più poveri. Sulla sua tomba chiede di scrivere questa frase: «Ho vissuto».

Letizia Battaglino

Tratto dal foglietto “La Domenica” del 5 ottobre 2014