«PRIMA di essere un comando, l’amore è un dono, una realtà che Dio ci fa conoscere e sperimentare, così che, come un seme, possa germogliare anche dentro di noi e svilupparsi nella nostra vita» (Papa Benedetto XVI). Molte persone sono tentate di contrapporre l’amore per Dio all’amore del prossimo. Questa scelta, però, è rifiutata dalla rivelazione, la quale sostiene che il vero rapporto con Dio ci apre all’amore per gli altri. Il libro dell’Esodo (I Lettura) precisa i doveri di giustizia e carità verso i più deboli e indifesi: stranieri, vedove, orfani. E indica il comportamento di Dio come traccia dell’agire dell’uomo. La comunità di Tessalonica è modello per i credenti della Macedonia (II Lettura) perché, sull’esempio di Paolo, ha accolto la Parola con gioia, è forte nelle tribolazioni e persecuzioni, compie con passione la missione dell’evangelizzazione. I rabbini giudei avevano complicato la pratica della legge: l’avevano suddivisa in 613 precetti, 248 positivi e 365 negativi, ai quali i fedeli dovevano sottomettersi. Gesù (Vangelo) privilegia il comandamento dell’amore: amore di Dio, amore del prossimo.
«Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima… Amerai il tuo prossimo come te stesso».
Domenico Brandolino, ssp
Tratto dal foglietto “La Domenica” del 26 ottobre 2014