(tratto dal quotidiano Avvenire)
Dai celeberrimi Copernico, Spallanzani, Mendel,Torricelli, Mercalli, fino ai meno noti: lo studioso di magnetismo Garzoni, il padre dell’idraulica padre Castelli, il fisico Oresme, gli scopritori della cellula Corti e Carnoy… Un saggio censisce le numerose tonache «da laboratorio»
DI MARIO IANNACCONE L a «scienza è atea» proclamano da decenni filosofi e opinionisti più o meno acuti. Ultimamente ha professato una variante di quest’idea Paolo Flores d’Arcais, che su
Micromega ci ammaestra, un po’ minacciosamente, che «la democrazia è atea, imprescindibilmente» e il credente, in essa, è «un minus habens ». A fronte di queste forme d’intolleranza sono utilissimi i libri come quello scritto da Francesco Agnoli e Paolo Battelloni,
Scienziati in tonaca. Da Copernico, padre dell’eliocentrismo, a Lemaître, padre del Big Bang (La fontana di Siloe, pp. 128, euro 14), dove si dimostra che tanti «ecclesiastici cattolici – e qualche pastore protestante, ma nessun imam, nessun rabbino, nessuno sciamano, nessun bramino indù, nessun monaco buddhista… – sono stati all’origine di svariati campi dell’indagine scientifica». Il libro racconta la storia di alcuni di costoro che hanno vissuto «una forte fede religiosa in un Dio trascendente e una grande passione per l’indagine empirica e scientifica». Dunque, un libro contro le superstizioni della cultura laicista che impone ora le sue antiscientifiche trovate come, ad esempio, la singolare pretesa circa la liquidità dei sessi. Un testo breve ma ricco d’informazioni che riepiloga la storia delle origini medievali della scienza e il ruolo che molti ecclesiastici hanno avuto in essa. A partire da Nicolò Oresme, fisico e matematico, a Nicolò Copernico, allo studioso del magnetismo padre Leonardo Garzoni e al padre dell’idraulica Benedetto Castelli (1578-1643). Tra Sette e Ottocento troviamo, tra molti altri, i sacerdoti Lazzaro Spallanzani (1729-1799), «principe della biologia», gli iniziatori dello studio della struttura cellulare Bonaventura Corti e Jaen-Baptiste Carnoy,sino a Gregor Mendel, il padre della genetica.
All’origine delle neuroscienze troviamo l’opera del terziario Luigi Galvani e pioniere della mineralogia e della cristallografia fu René-Just Haüy, colui che «svelò l’architettura segreta di questi misteriosi prodotti dove la materia inanimata sembra offrire i primi movimenti della vita».
Ancora, come non ricordare l’ingegnere e fisico Giovanni Battista Venturi, i sismologi, vulcanologi, inventori di vari strumenti di misura (igroscopio, anemoscopio, barometro) come Nicolò Cusano, Leon Battista Alberti, Egnazio Danti, Edme Mariotti, Evangelista Torricelli, Angelo Secchi, Francesco Denza, Filippo Cecchi, Giuseppe Mercalli, sino alle semisconosciute figure del sismologo padre Timoteo Bertelli (1822-1905) e del micologo don Giacomo Bresadola (1847-1929).
Tra i tanti, negli studi di fisica degli ultimi decenni, spiccano i lavori del gesuita Georges Lemaître (1894-1966) autore della teoria dell’«atomo primitivo» (Big Bang). Il libro si conclude con le illuminanti interviste a due sacerdoti e scienziati contemporanei: don Giuseppe Tanzella-Nitti, astronomo e filosofo, e il fisico don Alberto Strumia.
Discorsi chiari che enunciano quale sia oggi l’atteggiamento di scienziati e uomini di fede consacrati. Fede e scienza e addirittura sacerdozio e scienza?
Compatibili, «imprescindibilmente». Come direbbe il Flores d’Arcais. Historia docet .