Nessun limite di orario nell’uso di tivù e pc

L’indagine su 900 studenti da 6 a 20 anni

DI LUCA LIVERANI

ROMA
Internet e i suoi derivati sono il loro ci­bo quotidiano. Ma è un’alimentazione sbilanciata, fatta di intrattenimento, svago e poca, pochissima cultura. Un die­tologo parlerebbe di eccesso di zuccheri e grassi, e di carenza di proteine e fibre. Sma­liziati e disinvolti nell’uso degli strumenti digitali, sono però sprovveduti e un po’ i­gnoranti. È la fotografia scattata ai minori italiani dal rapporto “La dieta mediatica dei nostri figli”, indagine voluta dal Moige e curata dall’Istituto di terapia cognitivo interpersonale guidato dal professor Toni­no Cantelmi, docente di psicologia alla Lumsa.

Condotta su un campione di 941 ragazzi dai 6 ai 20 anni in 11 scuole elementari, medie e superiori, lo studio conferma un quadro preoccupante. La metà del campione (52%) afferma ad esempio di dedicare alla tivù fi­no a 2 ore al giorno, ma un quinto anche 5. Il 38% sta da 1 a 3 ore davanti al monitor del pc. Un decimo lo usa per fare ricerche sco­lastiche (magari solo col “copia & incolla” da Wikipedia…). Il web serve a svagarsi: il 24% chatta, uno su 5 dice di avere «sempre o spesso» cominciato una relazione su in­ternet. Gli iscritti ai social network sono 6 su 10, di questi quasi tutti (96%) a Facebook. Molti usano gli sms per chiacchierare, non comunicare: il 27% ne manda e riceve oltre 20 al giorno. Il cellulare? Ce l’ha la metà del­la fascia tra 6 e 10 anni, il 90% tra 11 e 13, i più grandi tutti. E 2  su 10  dicono di non po­ter stare senza telefonino neanche un’ora. La dedizione ai videogiochi è tale che a vol­te rasenta l’identificazione coi personaggi. Uno su cinque infatti sta sui videogames da 1 a 3 ore al giorno. Il 57% crede che «video­giocare influenza molto gli atteggiamenti del giocatore». Il 56% tra 6 e 10 anni si i­dentifica con il proprio avatar, cioè il per­sonaggio che impersona.

Abbuffati di tecnologia digitale, questi ra­gazzi hanno poco tempo e voglia per la let­tura: i due terzi non leggono riviste, solo il 14% legge periodici e libri tutti i giorni. Più interessate alla lettura le femmine: il 41% dice di leggere «molto», il 36% «abbastan­za ». Che cosa? Romanzi (28%) e libri fan­tasy (26%). Tengono, un po’ a sorpresa, mass-media an­tichi. Come la radio: 4 su 10 la ascoltano tutti i giorni, musica e sport i temi più se­guiti. E il cinema: ci vanno almeno 4 volte l’anno e – per fortuna – l’80% dice che «è un modo per stare insieme al di là del film da vedere».

tratto dal quotidiano Avvenire